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Pasolini: l'intellettuale scomodo

Note sul più discusso intellettuale italiano

30 settembre 2001

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Roberto Tartaglione

I materiali di Matdid sono scaricabili liberamente come supporto per lezioni di italiano. Ne è vietata la pubblicazione su carta o in formato digitale salvo autorizzazione.

(aggiornato 2023)


Pierpaolo Pasolini è uno degli intellettuali italiani più brillanti del Novecento: per quanto sia famosissimo soprattutto come regista cinematografico Pasolini è stato in realtà anche poeta di altissimo livello, scrittore, pittore, autore di testi teatrali, saggista, polemista. Per manifestare la sua "disperata vitalità" ha usato ogni mezzo espressivo a disposizione.



Artista e intellettuale sì, ma soprattutto personaggio "scomodo". Era comunista ed era cattolico, ma è stato espulso dal partito comunista e non era accettato dalla Chiesa cattolica, anche (e soprattutto) per la sua omosessualità; e poi era un provocatore acutissimo (era normale negli anni Sessanta e negli anni Settanta chei suoi romanzi, i suoi film, ma anche i suoi scritti polemici sul Corriere della Sera provocassero sempre grande scandalo).

Nei suoi 20-25 anni di produzione è stato sottoposto a oltre 30 processi penali per i motivi più diversi, dal "vilipendio della religione" all' "offesa al comune senso del pudore". Ed è andato sotto processo anche per "rapina a un benzinaio" (accusa evidentemente assurda e per la quale, dopo anni, è stato assolto). Solo pochissimi fra i suoi film non sono stati censurati: l'ultimo, "Salò o le 120 giornate di Sodoma", ha avuto problemi con la giustizia per anni e anni



Pierpaolo Pasolini è nato a Bologna nel '22. Ha passato l'infanzia e l'adolescenza in Friuli e nel dopoguerra si è trasferito a Roma. Qui, dopo un periodo di difficoltà economiche, ha prima lavorato per qualche tempo come maestro elementare e in seguito, pubblicati i suoi primi romanzi e le sue prime raccolte di poesie, si è inserito nel "mondo intellettuale" della capitale.

Ha poi collaborato alla sceneggiatura di alcuni film e nel 1961 è riuscito a realizzare il suo primo film come regista: "Accattone".


Bernardo Bertolucci e Pierpaolo Pasolini sul set del film "Accattone", Wikipedia, pubblico dominio

Negli anni Settanta ha cominciato a collaborare con il Corriere della Sera nella pagina culturale: i suoi articoli, davvero esplosivi, in cui proponeva per esempio l'abrogazione della televisione e della scuola dell'obbligo, oppure in cui sosteneva la necessità di fare un processo a tutti i dirigenti dei partiti di governo italiani (facendo nomi e cognomi degli imputati) fanno parte ora di due raccolte intitolate Scritti Corsari e Lettere Luterane.

Il 2 novembre del 1975 il corpo di Pasolini è stato ritrovato su una spiaggia vicino a Fiumicino: che l'assassino sia stato Pino Pelosi, un "ragazzo di vita" omosessuale simile ai protagonisti di tante storie di Pasolini, è la "verità giudiziaria" stabilita dal tribunale. Ma troppe prove dimostrano che Pino Pelosi non era solo e quindi pochissime persone oggi credono a un delitto nato dalla "lite fra due omosessuali": oggi sono in molti a pensare che si sia trattato invece di un omicidio organizzato per eliminare il personaggio scomodo, un assassinio mascherato in modo tale che la sua morte apparisse cinematograficamente "pasoliniana".



"Da cosa è stata caratterizzata tutta questa mia produzione, in maniera assolutamente schematica e semplicistica? È stata caratterizzata prima di tutto da un mio istintivo e profondo odio contro lo stato in cui vivo. Dico proprio "stato": E intendo dire "stato di cose" e "Stato" nel senso proprio politico della parola. Lo stato capitalistico piccolo-borghese che io ho cominciato a odiare fin dall'infanzia. Naturalmente con l'odio non si può nulla... Infatti non son riuscito a scrivere mai una sola parola che descrivesse, si occupasse o denunciasse il tipo umano piccolo-borghese italiano. Il senso di repulsione è così forte che non riesco a scriverne. Quindi ho scritto nei miei romanzi soltanto di personaggi appartenenti al popolo. Io vivo cioè senza rapporti con la piccola borghesia italiana. Ho rapporti o con il popolo o con gli intellettuali. La piccola borghesia sì però è riuscita ad avere rapporti con me. E li ha avuti attraverso i mezzi che ha in mano ossia la magistratura e la polizia. E ha intentato una serie di processi alla mia opera." (PASOLINI)


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