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Da: Comizi d'amore

Documentario di Pierpaolo Pasolini sulla sessualità in Italia (1964)

16 gennaio 2006

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Roberto Tartaglione

I materiali di Matdid sono scaricabili liberamente come supporto per lezioni di italiano. Ne è vietata la pubblicazione su carta o in formato digitale salvo autorizzazione.

Nel 1963-64 Pasolini gira Comizi d'amore, un film inchiesta sulla sessualità. Su temi come il divorzio, la prostituzione, l'omosessualità, il femminismo e la verginità, intervista persone di tutta Italia, dal nord al sud, e di ogni estrazione sociale: contadini, operai, ragazzi, militari, giocatori di calcio, braccianti, qualche celebrità e alcuni intellettuali (fra questi spiccano lo psicanalista Cesare Musatti e lo scrittore Alberto Moravia). Il quadro che ne esce è quello di un'Italia piuttosto confusa nell'affrontare questi temi, propensa a rispondere per luoghi comuni e certo condizionata da un forte perbenismo borghese e cattolico. La cosa più interessante, nel rivedere il film oggi, sta forse nella possibilità di individuare dove la morale comune sia davvero cambiata (per esempio il valore della verginità, oggi certamente assai in ribasso) e quali opinioni più o meno stereotipate persistano invece in qualche modo nella mentalità comune. Per questo proponiamo qui un'intervista fatta ad alcune operaie di una fabbrica milanese sul tema della prostituzione, un argomento che anche oggi è di grande attualità. E vi suggeriamo: provate a proporre in classe lo stesso quesito posto da Pasolini (chiedendo perciò una risposta non moralistica o religiosa). I risultati saranno certamente interessanti.



Davanti a una fabbrica milanese - Dove si vede come la morale borghese e cattolica non sembra sappia suggerire a delle ragazze simpatiche e oneste le ragioni per cui sono oneste. 


Pasolini - Lei lavora qui signorina?

Operaia 1 - Sì

Pasolini - E si può sapere quanto guadagna al mese? ... Pressappoco...

Operaia 1 - ... Ecco, siccome è a cottimo quindi... non è mai sempre la solita paga. Insomma oscilla sulle cinquanta, cinquantadue, a seconda del cottimo.

Pasolini - Bene. Lei sa che ci sono delle donne che lavorano di notte, nei viali (lei mi capisce), che guadagnano tanto più di lei in modo non onesto. E lei perché ha scelto la strada dell'onestà? 

Operaia 1 - Guardi, sono stata abituata così secondo i miei genitori... quindi... 

Pasolini - La tentazione della ricchezza, l'idea di guadagnare sei, sette volte di più?

Operaia 1 - Affatto  

Pasolini - Ecco, vorrei sapere qual è la ragione per cui voi avete scelto di guadagnare poco, o relativamente, lavorando tanto, anziché quell'altra strada.

Operaia 2 - Perché è meglio un lavoro onesto che uno disonesto.

Pasolini - E lei? Cosa dice?

Operaia 3 - Io dico che è così!

Pasolini - Cioè per onestà?

Operia 3 - Certo, per onestà, giusto.

Pasolini - Ma quali sono le ragioni che le impediscono di cedere alla tentazione per guadagnare molto di più?

Operaia 4 - Perché mi piace fare la ragazza seria.

Pasolini - Ma perché? Perché è religiosa, per ragioni morali... perché?

Operaia 4 - Eh, per tutto, ragioni morali, perché sono anche religiosa.

Pasolini - E delle donne che invece sono disoneste e hanno ceduto alla tentazione cosa ne pensa lei?

Operaia 4 - Penso che potrebbero far meglio ... fare quello che faccio io invece che fare quel mestiere lì.

Operaia 3 - Io direi che non è mica giusto guadagnare il pane in quel modo lì, no? 

Pasolini - Sì, ma perché?

Operaia 3 - Eh, per me... la vedo una cosa fuori... fuori uso... del normale voglio dire.

Operaia 5 - Attualmente è una vita che poi stanca quella eh...

Pasolini - Ma voi le disprezzate le donne di quel tipo?

Operaia 2 - No

Operaia 5 - No.

Operaia 3 - Son furbe. 

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