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Le zucche di Adriano

Adriano e Apollodoro di Damasco

8 giugno 2003

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Giulia Grassi

I materiali di Matdid sono scaricabili liberamente come supporto per lezioni di italiano. Ne è vietata la pubblicazione su carta o in formato digitale salvo autorizzazione.

Si può morire per colpa delle zucche? No, naturalmente.

Secondo lo storico Dione Cassio, però, le zucche sono la causa dei guai del grande architetto Apollodoro di Damasco, mandato in esilio e poi fatto uccidere dall'imperatore Adriano.

Cosa c'entrano le zucche con la fine del povero Apollodoro? C'entrano, c'entrano... un po' di pazienza.

 

Apollodoro di Damasco e Adriano

Apollodoro era un grande architetto ed ingegnere. Aveva realizzato per l'imperatore Traiano (98-117) costruzioni eccezionali a Roma (il Foro e i Mercati, le Terme sul colle Oppio) e fuori Roma (un grande ponte sul fiume Danubio e il porto di Ostia). Ha scritto anche un trattato di ingegneria militare, “L’arte dell'assedio”, un'opera sulla costruzione di macchine da guerra.

Dopo la morte di Traiano, Apollodoro è passato al servizio del suo successore, Adriano (117-138); e qui sono cominciati tutti i suoi guai! Sì, perché Adriano non si accontentava mica di fare solo l'imperatore (mestiere che faceva benissimo), ma aveva una vera passione per l'architettura. Per esempio l' enorme Villa Adriana a Tivoli è stata progettata proprio da lui.

In fatto di architettura però Apollodoro ed Adriano avevano idee molto diverse. Anzi, diversissime. Apollodoro - comunque - per qualche anno ha continuato a lavorare per il nuovo imperatore.Qualcuno dice che è lui - e non Adriano! - il progettista del Pantheon, il tempio che è simbolo della perfezione dell'architettura romana antica; e qualcun altro dice che Apollodoro è pure l'autore dell'arco costruito vicino al Colosseo, l'Arco di Costantino.


L'esterno del Pantheon in un'incisione del XVI secolo di Étienne Dupérac, Wikipedia pubblico dominio

I due però non si sopportavano per niente. Il conflitto era esploso con la costruzione del Tempio di Venere e Roma, un enorme edificio progettato da Adriano e iniziato il 21 aprile del 121.

Secondo Dione Cassio, Adriano aveva chiesto ad Apollodoro un parere sul suo progetto e lui gli aveva fatto un mare di critiche: in realtà Apollodoro era terribilmente infastidito da questo imperatore perché lo considerava un semplice dilettante capriccioso. Ma quella non era la prima volta che i due si scontravano sull'architettura.

Qualche anno prima, quando Traiano era ancora vivo, Apollodoro aveva cacciato via il giovane Adriano che aveva criticato alcuni suoi progetti: "Fuori dai piedi! - gli aveva detto - Va' un po' a disegnare le tue zucche. Di architettura tu non hai mai capito niente!".

Ecco le zucche! Non sono, evidentemente, cose da mangiare ma sono ... cupole. Sì, cupole con una forma un po' strana ma originale, simile a un ombrello. A Villa Adriana - ancora oggi - possiamo vedere queste cupole particolari nel Serapeo del Canopo e nel Vestibolo della Piazza d'Oro.


Il Serapeo è il ninfeo (fontana monumentale) che conclude il Canopo, un lungo canale (m. 119 x 18) circondato da un colonnato e arricchito da numerose statue (molte si trovano in vari musei internazionali). Il Serapeo è particolare: è formato da una grande nicchia (esedra) semicircolare e da un corridoio coperto da una volta a botte e concluso da un'abside. L'esedra è coperta da una "zucca", cioè da una semicupola formata da spicchi alternatamente concavi e piatti.
Secondo gli studiosi questo complesso è una grande sala estiva per banchetti.

Il vestibolo fa parte di un complesso chiamato Piazza d'Oro. Si tratta di un grande cortile porticato (Peristilio) di m. 61x51, con colonne di marmo cipollino e di granito verde egiziano e, al centro, una lunga vasca circondata da giardini. Nel cortile si entra dal vestibolo, a forma di ottagono e coperto da una cupola a spicchi, cioè da un'altra "zucca" (a sinistra nella foto). Sull'altro lato del cortile c'è un insieme di costruzioni di forma molto originale, con fontane e vasche d'acqua per pranzare al fresco. Corso di Storia dell’architettura moderna Prof. Renata Samperi lezione 10 maggio 2019.

Certo, hanno una forma insolita, che non piaceva per niente ad Apollodoro... ma circa 1400 anni dopo un altro grande architetto è stato conquistato dalla loro stranezza: è Francesco Borromini, che si ricorda delle "zucche" di Adriano quando costruisce il suo capolavoro, la chiesa di Sant'Ivo alla Sapienza a Roma.

Ma torniamo alla nostra storia e ad Adriano: l'imperatore - che non aveva mai perdonato Apollodoro - a un certo punto decide di risolvere a modo suo la questione: manda l'architetto in esilio e pochi anni dopo, nel 125, ordina il suo assassinio. Così almeno racconta Dione Cassio.

Morire per delle zucche! La storia è proprio bizzarra.


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