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Notarella sui verbi riflessivi

Annotazioni facili ma non troppo

3 luglio 2005

da a1 a b1

Roberto Tartaglione

No

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Per uno straniero che impara l'italiano probabilmente la "regoletta" migliore da studiare riguardo ai verbi riflessivi è: i verbi riflessivi sono verbi come tutti gli altri, ma usano i pronomi riflessivi mi - ti - si - ci - vi - si; nei tempi composti l'ausiliare è essere.

Come tutte le regolette di grammatica è forse un po' troppo superficiale e approssimativa: però funziona.  

I verbi riflessivi rientrano nella grande (e complicata) famiglia dei verbi pronominali: verbi che per diversi motivi sono accompagnati da un pronome che può avere, e ha, funzioni differentissime. 

Proviamo a vedere qualche caso. 

1. Ci sono verbi che con il pronome riflessivo sono dei normalissimi verbi intransitivi, proprio come andare o partire: è il caso del verbo arrampicarsi (e infatti non esiste il verbo "arrampicare" se non in qualche uso un po' letterario o stilisticamente pretenzioso) e di parecchi altri verbi spesso riferiti proprio ad azioni che riguardano movimenti e atteggiamenti di una persona.

Una lista indicativa: accanirsi, accasciarsi, accigliarsi, accoccolarsi, accorgersi, accovacciarsi, accucciarsi, acquattarsi, addentrarsi, adirarsi, adontarsi, aggrapparsi, ammalarsi, ammutinarsi, appisolarsi, appollaiarsi, arrabbattarsi, arrendersi, arrovellarsi, astenersi, avvalersi, avvedersi, barcamenarsi, destreggiarsi, dilungarsi, genuflettersi, imbattersi, immusonirsi, impadronirsi, impelagarsi, impossessarsi, incanaglirsi, incaponirsi, incapricciarsi, incavolarsi, incazzarsi, inerpicarsi, infortunarsi, inginocchiarsi, intestardirsi, invaghirsi, lagnarsi, ostinarsi, pavoneggiarsi, pentirsi, ribellarsi, rifugiarsi, rivalersi, sbellicarsi, sbracciarsi, scapicollarsi, scervellarsi, schermirsi, servirsi, sgolarsi, sperticarsi, spolmonarsi, stravaccarsi, suicidarsi, vergognarsi. 

Questi verbi hanno tutti un normale valore intransitivo e non potrò mai trasformarli in transitivi (quindi non potrò mai dire - se non con intento letterario o stilisticamente disinibito - che io inginocchio una persona, invaghisco una persona o *suicido una persona; al massimo potrò dire che faccio inginocchiare, faccio invaghire o faccio suicidare qualcuno

2. Ci sono poi i verbi riflessivi il pronome riflessivo si riferisce davvero al soggetto. Sono verbi transitivi come lavare o vestire. Hanno un uso propriamente transitivo (io lavo una macchina, io vesto un bambino) o un uso riflessivo (io mi lavo, io mi vesto).

3. Il pronome riflessivo può avere un valore indiretto (a me, a te, a sé ecc.) in frasi come io mi regalo un bel libro o io mi sparo. Fra questi verbi non possiamo non citare l'ironico piacersi (io mi piaccio, eh sì, ho un'alta considerazione di me stesso, oppure lui si piace, si piace troppo. Quindi è un "piacione"!) 

4. Il riflessivo ha poi in molti casi un valore reciproco: quando dico Ci vediamo a settembre, naturalmente non intendo dire che io vedrò me stesso e tu vedrai te - cosa certamente assai poco eccitante - ma che io vedrò te e tu vedrai me . E questo vale per una serie di verbi come abbracciarsi, baciarsi, incontrarsi, salutarsi, e anche per verbi come dividersi o separarsi.

5. La verità è che se gli italiani possono usare un pronome... lo usano. E questo vale anche per i pronomi riflessivi. In un gran numero di casi "riflessivizziamo" verbi che riflessivi non sono solo per un fatto di "affettività verso noi stessi", per comunicare all'altro che quanto stiamo raccontando non è solo una "informazione" ma un modo per dimostrare di esistere, per raccontare noi stessi.

In pratica: Oggi pomeriggio guardo la televisione, fumo una sigaretta e bevo una birra è un'informazione, poco importante, fredda e distaccata. Oggi pomeriggio mi guardo la televisione, mi fumo una sigaretta e mi bevo una birra non è più un'informazione: è un modo per dire all'interlocutore "Ehi, guarda, io esisto, ci sono, e sono fatto così: ti prego, accorgiti di me!". 


Non che questo sia tutto. Qualche complicazione per gli studenti stranieri può venire ancora dal fatto che esistono verbi che si usano indifferentemente nella forma riflessiva e nella forma non-riflessiva (per es. ricordare / ricordarsi); oppure verbi che nella forma riflessiva cambiano sostanzialmente senso (per es. chiamare / chiamarsi). Ma per oggi non diremo niente di più. 

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