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La terribile Pimpaccia

Una donna terribile nella Roma del XVII secolo

18 dicembre 2002

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G. Grassi - R. Tartaglione

I materiali di Matdid sono scaricabili liberamente come supporto per lezioni di italiano. Ne è vietata la pubblicazione su carta o in formato digitale salvo autorizzazione.

La storia di una donna terribile nella Roma del XVII secolo. Il brano prende spunto dalla conferenza tenuta da Giulia Grassi presso Scuola d'Italiano Oslo il 1. dicembre 2002, dal titolo: La Roma dei nobili, tra privilegi e mecenatismo.


 

Donna Olimpia Maidalchini, soprannominata Pimpaccia, nasce a Viterbo nel 1592. Non è di famiglia ricca, ma ha due qualità: è bella e ha cervello.

Sposa un ricco concittadino, ma rimane vedova poco tempo dopo.

Si sposa di nuovo e il secondo marito è ancora migliore del primo: si tratta del nobile Pamphilio, che fa parte di un'importante famiglia che vive a Roma ormai da più di un secolo: i Pamphilj.

Pamphilio Pamphilj ha trent'anni più di lei, ma si sa, "al cuor non si comanda".

Nella nuova famiglia Donna Olimpia fa amicizia in particolare con il cognato, il cardinale Giambattista, uomo "ruvido e bruttissimo", "cupo e riservato" ma decisamente molto intelligente e capace: nel 1644, infatti, Giambattista diventa papa con il nome di Innocenzo X.

Innocenzo X è un grande papa e fa costruire uno dei palazzi più belli della città, Palazzo Pamphilj a Piazza Navona.



Olimpia intanto rimane vedova per la seconda volta. Ma poco importa. Diventa, infatti, il consigliere più importante del papa, quasi la sua ombra. Il Papa si fida solo di lei.

Tutti quelli che vogliono avere un contatto con il papa devono passare attraverso Donna Olimpia: è inutile dire che molti cercano di avere la sua benevolenza per mezzo di regali e denaro. Tutti sanno che prima di prendere decisioni importanti Innocenzo X chiede sempre consiglio a lei.

Nascono così molti pettegolezzi: a corte si dice infatti che i due sono molto di più che cognati: sono amanti.

Piano piano Donna Olimpia diventa potentissima ed enormemente ricca, così ricca che quando muore nel 1657 lascia un'eredità di due milioni di scudi d'oro. Senza dubbio la ricchezza della famiglia Pamphilj nasce soprattutto grazie al suo "talento".


NOTA:

Da dove deriva il soprannome di Pimpaccia? Da una pasquinata, cioè uno scritto satirico lasciato sulla più celebre "statua parlante" di Roma, Pasquino.

In questo scritto Olimpia è definita "Olim-pia, nunc impia"

È un gioco di parole: in latino olim = una volta e pia =religiosa; nunc = adesso e impia = empia, piena di peccati!).

Quindi il senso della frase è: una volta brava e religiosa, ma adesso corrotta e peccatrice! Da questo scherzo è nato il soprannome "Pimpaccia".

Ma forse la definizione più divertente di Donna Olimpia è questa: "Maschio vestito da donna per la città di Roma e una donna vestita da maschio per la Chiesa Romana".

Dobbiamo dire che a questa energica signora, che ha saputo trovare uno spazio nella giungla della corte papale, va tutta la nostra stima e simpatia. Brava Pimpaccia!


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