top of page

I signori in giallo

Gli investigatori e le nazioni

13 gennaio 2013

b1

Roberto Tartaglione

I materiali di Matdid sono scaricabili liberamente come supporto per lezioni di italiano. Ne è vietata la pubblicazione su carta o in formato digitale salvo autorizzazione.


(aggiornato novembre 2023)


Ogni nazione, nella tradizione letteraria e cinematografica, ha il suo "poliziotto-simbolo".

I francesi hanno il Commissario Maigret (pacato e filosofico come solo un francese sa essere), nato dalla penna di Georges Simenon nel 1929.

Gli inglesi Sherlock Holmes (raffinato e saputello, come solo un inglese sa essere): il primo romanzo di Sir Arthur Conan Doyle che lo vede protagonista è del 1887 .

Gli Stati Uniti di investigatori "importanti" ne hanno più di uno: ma forse Marlowe - nato da un romanzo di Raymond Chandler nel 1939 - è quello che rispecchia di più il mito del detective americano (brutale e buono, come solo un americano sa essere).

Perfino i tedeschi, che in passato non erano famosi per i poliziotti da romanzo o da telefilm, negli ultimi decenni hanno prodotto una grossa serie di storie poliziesche. Il primo detective tedesco popolare anche all'estero è stato sicuramente l'ispettore Derrick (soporifero e rassicurante come il Deutsche Mark). Derrick nasce come personaggio televisivo nel 1974.

Noi italiani, dopo la serie della Piovra (dal 1984), con il Commissario Cattani che era amato all'estero perfino più che in Italia, abbiamo più di recente prodotto altre serie di telefilm di qualità noti in molti paesi stranieri. Ricordiamo i tre più particolari (o forse i tre che ci piacciono di più):


Il Commissario Montalbano (dal 1999), serie televisiva dai romanzi di Andrea Camilleri.

Salvo Montalbano è un Commissario Siciliano. Sua caratteristica speciale è una grande umanità: affronta i casi polizieschi (criminalità comune o mafia) sempre tenendo conto delle caratteristiche psicologiche dei vari personaggi che incontra. Rispetta le regole ma quando sono ingiuste decide di testa sua. Grande amante della cucina e del mangiar bene è eterno fidanzato di Livia Burlando che ama sempre e non sposa mai. Nelle sue storie il dialetto siciliano, pur usato moderatamente, caratterizza fatti e personaggi ed è un vero protagonista.


Coliandro (dal 2006), serie televisiva ideata dallo scrittore Carlo Lucarelli

Coliandro (il suo nome non viene mai citato) è un Ispettore che lavora a Bologna. Personaggio buffo, rozzo e di buon cuore. Politicamente scorrettissimo (dice battute omofobe, xenofobe e sessiste) si trova sempre a difendere omosessuali, immigrati e donne, cosa che fa con burbera bontà. Il suo mito è Clint Eastwood del quale ripete battute tratte dai film. Non parla dialetto ma il suo linguaggio è assolutamente sboccato e pieno di parolacce.


Rocco Schiavone (dal 2016), serie televisiva dai romanzi di Antonio Manzini.

Rocco Schiavone è un vicequestore di polizia. Romano, romanissimo, ha in sé tutte le tipiche caratteristiche di cinismo annoiato dei romani. Viene da ambienti di basso livello per cui i suoi amici sono spesso persone poco raccomandabili o delinquenti. Ha un carattere ribelle e anarcoide (fuma hashish perfino nel suo ufficio) e per punizione è stato trasferito in Val d'Aosta, regione che lui non sopporta non fosse altro che per il freddo e la neve. Parla italiano nelle situazioni formali e romano in quelle informali. Ma la sua "romanità" traspere comunque in ogni parola.

bottom of page