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Come (non) presentare un curriculum

Consigli ovvi ma non troppo

25 gennaio 2009

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Roberto Tartaglione

I materiali di Matdid sono scaricabili liberamente come supporto per lezioni di italiano. Ne è vietata la pubblicazione su carta o in formato digitale salvo autorizzazione.

(aggiornato dicembre 2023)


Sono parecchie le accortezze che si dovrebbero usare nello scrivere una lettera di accompagnamento al curriculum. Semplici ma importanti.


Mostra Futuristi a Palazzo Merunana, opera propria

1. Lo stile

  • Evitate il burocratese spinto. A meno che non stiate scrivendo a un Ente Pubblico per fare domanda di partecipazione a un concorso, ricordate che chi legge un curriculum è un essere umano. E nessun umano si sente particolarmente eccitato a essere coinvolto in un'orgia di pertanto, altresì, suddetto, riscontro ecc. Si può essere formali senza ricorrere a certi standard linguistici un po' ottocenteschi.

  • Evitate anche uno stile eccessivamente colloquiale o esageratamente entusiastico: cominciare una lettera con Salve! può essere simpatico dopo un po' che ci conosciamo, ma è un tantino troppo confidenziale al primo contatto.

  • Allo stesso modo espressioni come "ho sempre sognato di...", "mi riempie di gioia", "sarei la persona più felice del mondo...", per quanto possano essere sincere,fanno venire il sospetto di trovarsi di fronte a una persona poco capace di contenersi. Il vostro entusiasmo avrete modo di mostrarlo di persona al momento giusto.

  • Infine evitate come la peste il lamento o la profonda riflessione sociale: "A ormai 35 anni ho deciso che la mia vita...", "In questa giungla che sembra ormai essere il mondo del lavoro...", "Come lei ben sa oggi non è facile...", sono formule che danno un'immagine di tormento interiore che mal dispone chi dovrebbe assumervi.

  • La punteggiatura è una convenzione grafica e non un elemento di outing psicologico: non... eccedete... con i ... puntini di sospensione. Un punto interrogativo normalmente basta, non credete??? E il punto esclamativo!!! Una volta ha senso! Magari due! Ma mica tutto quello che dite può essere così esclamato! Non vorrete rompermi i timpani!

  • Se possibile cercate di indirizzare la lettera a una "persona" specifica e non "All'Ufficio Risorse Umane" (che magari non c'è) o "A chi di competenza". A volte basta solo una telefonata per sapere a chi rivolgersi.

2 - I contenuti

Specialmente se siete alle prime armi, attenzione alle ingenuità.

  • Non date il titolo sbagliato alla persona sbagliata (chiamando magari tutti Dottore o Professore, oppure definendo Preside il direttore di una scuola di lingue: si capirà subito che non avete la minima idea di quel determinato ambiente).

  • Parlate bene di voi quanto volete, è giusto, ma non date eccessivo peso a titoli conseguiti se non siete sicuri che pesino davvero ("avendo frequentato il corso di formazione di due settimane presso il Centro Pinco Pallino, sono abilitato all'insegnamento dell'italiano a stranieri"... due settimane significano poco , del Centro Pinco Pallino non abbiamo grande stima e l'abilitazione all'insegnamento dell'italiano è cosa complessa. Capito che figura?)

  • Non cercate di dimostrare il vostro talento in un campo portando come prova esperienze diverse (Avendo fatto l'animatore in un villaggio turistico mi sento predisposto a lavori a contatto col pubblico... può andare bene, ma non se fate domanda come impiegato alle pompe funebri).


3 - L'ortografia

  • Che scriviate e-mail, lettere o fax, attenzione, molta attenzione dovete farla alla cura della pagina, sia nel suo aspetto generale (ordine, pulizia, chiarezza, impaginazione) sia soprattutto nella sua correttezza ortografica.

  • Se la pagina è difficilmente leggibile perché disordinata, scritta male, sciatta, confusa, graficamente poco attraente, nessuno la leggerà mai, neanche se dentro avete scritto che siete Einstein redivivo. Perché qualcuno dovrebbe perdere tempo a leggere il vostro testo se voi non avete perso un po' di tempo a renderlo "bello" e di facile impatto?

  • Se fate errori di scrittura (qualcuno di distrazione certo, ma qualcuno di vera carenza grammaticale) siete spacciati. Nessuna persona seria continuerà a leggere il vostro testo dopo un qual'è scritto con l'apostrofo, stà scritto con l'accento, conoscienza scritto con la i. E siete fortunati! Un'impresa che passa sopra certe cose non può darvi affidamento.

  • Infine la firma: se dopo una splendida lettera vi firmate Rossi Mario o Bianchi Maurizio... peccato. Ma cognome e nome invece che nome e cognome suona così militaresco, così da verbale dei carabinieri, odora così tanto di muffa e di stantio che la vostra presenza in un ufficio renderebbe grigie anche le sue pareti.


 

Nota di aggiornamento: qualcuno mi fa notare che oggi dare così importanza alla correttezza ortografica è considerato cosa vecchia e superata. Gli stessi lettori di curriculum non sono così attenti alla correttezza formale o (peggio) non si accorgono proprio di un un qual'è scritto con l'apostrofo, stà scritto con l'accento, conoscienza scritto con la i. Oggi siamo pragmatici - dice qualcuno - e quello che conta è il contenuto, non la forma! Mah, sarà anche vero: ma io sono di vecchia generazione e se leggo in un curriculum dieci giorni fà scritto con accento istintivamente ho un sussulto nello stomaco. Ma forse sono esagerato...


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